“Vorrei iniziare a fare yoga. Da dove posso cominciare?”
Mi sento spesso fare questa domanda e così ho deciso di scrivere questo post.

 

La mia storia + Cosa è davvero lo Yoga

Ho iniziato a praticare yoga nel 2014 quando vivevo a Sydney. Anche io mi dicevo: “Vorrei iniziare a fare yoga, ma non saprei da che parte cominciare” fino a quando un giorno, passeggiando per Surry Hills, dove vivevo, mi accorsi che in una palestra poco lontana da casa facevano lezioni di yoga. Non avevo idea di che tipo di yoga fosse, ma decisi che era arrivato il momento di provare. E così ricordo che andai alla mia prima lezione di yoga con un tappetino rosa, che solo io so come potessi utilizzarlo per praticare, e iniziai questa avventura.
Me ne innamorai subito.
Era un periodo particolare della mia vita. La mia mamma non stava bene e io ero a mille mila chilometri da lei.
Lo yoga mi aiutava a rilassarmi, a fermare la mente, ad ascoltare me e il mio respiro.
Per me che ero sempre stata super dinamica e avevo fatto atletica a livello agonistico per 10 anni fare qualcosa di più statico e lento era davvero strano. Strano ma incredibilmente bello. Che sensazione stupenda rallentare. Ricordo che a fine lezione ero così nel mio mondo che quasi non riuscivo a parlare con il mio ex ragazzo che, dolcissimo, veniva a prendermi fuori dalla palestra.

Dopo pochi mesi smisero di fare lezione in quella palestra e così iniziai a praticare in uno studio vero e proprio in Darlinghurst. Uno studio luminosissimo con un’insegnante che sembrava una Dea: alta, magra, con un viso dolcissimo e una panciona visto che era incinta. Quanto mi piaceva praticare in quello studio. Era il mio momento per me. Lo adoravo. La pratica del sabato mattina, poi, era bellissima. Un flow di vinyasa yoga super strong e poi a fare colazione al mercato bio a pochi metri dallo studio di yoga. Quanto mi manca Sydney. Ma questa è un’altra storia.

Lo yoga mi aveva rimodellato il corpo: avevo un fisico da paura, mille volte meglio di quando correvo e io, complice lo stile di vita Australiano, ero più rilassata e tranquilla. Molto hippie direi. Anche troppo!

Rientrata in Italia, dopo un momento di crisi perché non sapevo dove praticare, una carissima amica mi fece conoscere uno studio che, ad oggi, rimane il mio preferito in cui abbia praticato in Italia: Red Yoga a Genova. Uno spazio tutto sommato piccolo, ma con un’energia bellissima! Tutto merito di Fiamma, la proprietaria: il suo stile di yoga, un mix tra ashtangha, vinyasa e power yoga mi conquistò subito. Ho passato mesi a praticare tre o quattro volte a settimana in quello studio, a ritrovare me stessa sul mat e a piangere tutte le lacrime che avevo.

Eh si, ragazzi, lo yoga è anche questo. O dovrei dire: lo yoga è questo.

Mi spiego: lo yoga non è piangere come delle fontane sul mat, sia chiaro, ma il mat è il posto migliore per lasciarsi andare e per tirare fuori tutto quello che non va, così come il posto migliore per essere grati per ciò che si ha. Il mat è più di un tappetino. Il mat è il nostro spazio sicuro, la nostra bubble (bolla) nella quale tutto va bene, qualsiasi cosa succeda.

Praticare yoga significa tirare fuori quello che si ha dentro, conoscersi meglio, affrontare le proprie difficoltà e mettersi in gioco. Praticare yoga ti insegna a guardarti dentro, a metterti in discussione a riflettere su ciò che sei e su tutto quello che non ti va bene di te e della tua vita.

 

Praticare yoga  è anche muoversi con il sorriso più bello, ritrovarlo dopo una giornata difficile o farlo venire a chi pratica affianco a te grazie alle good vibes che inizi ad emanare quando stai bene, quando sei connesso con te stesso, con il tuo cuore e la tua anima.

“YOGA CHITTA VRITTI NIRODHA”

Come diceva Patanjali, lo yoga ha come obiettivo ultimo quello di estinguere le fluttuazioni della mente, ossia di calmarci, di farci ritrovare l’equilibrio, di spegnere quella mente che va sempre a duemila all’ora. Lo yoga è una meditazione in movimento.

Questo è lo yoga. Non posizioni complicate da mostrare sui social.
Certo, quello c’è ed è divertente, soprattutto se fatto in compagnia, ma lo yoga è mooooolto di più e onestamente credo che in Italia lo yoga sia visto ancora troppo come un esercizio di fitness e che la parte spirituale, la più bella e quella davvero in grado di portare al cambiamento, all’allineamento con il nostro se superiore, sia molto carente ed è un vero peccato.

 

Ok, oggi sono andata con il flow, come si fa a yoga. Sono partita dalla mia storia per raccontarvi cosa sia lo yoga per me. Questo post è uscito così.

Ma veniamo ai consigli per chi vuole iniziare.

 

10 CONSIGLI PER CHI VUOLE INIZIARE YOGA

  1. Il mio consiglio è di iniziare in uno studio di yoga piuttosto che a casa: è troppo bella l’energia che si respira in una classe di yoga ed è importante che l’insegnate vi corregga se non fate bene delle posizioni perché farsi male, soprattutto alla schiena, è un attimo.
  2. Se siete persone dinamiche, vi consiglio di iniziare con Vinyasa yoga o Power Yoga: le sequenze sono sempre diverse e molto dinamiche. Lavorerete tanto a livello fisico, ma imparerete a respirare, cosa non trascurabile visto che viviamo in apnea. Piano piano, quando entrerete nel mood yogico imparerete ad apprezzare anche classi di yoga più lento come Hatha yoga.
  3. Se non siete super sportive e volete tonificarvi e rilassarvi, allora vi consiglio di iniziare con Hatha yoga: le posizioni si tengono più a lungo così da permettervi di impararle bene. Dopo un po’ potrete provare a fare lezioni più dinamiche come Vinyasa Yoga.
  4. Se volete una pratica molto intensa e avete bisogno di disciplina perché avete sempre la testa che va per gli affari suoi, allora provate Ashtanga yoga: c’è una sequenza fissa che, in un primo momento, sarà guidata e che, in un secondo momento, vi permetterà di praticare da soli andando al vostro ritmo. Ashtangha è bello tosto, ma permette davvero di spegnere il cervello visto che ci si deve concentrare sulla sequenza.
  5. Provate almeno una lezione di Yin yoga. Qui in Italia è raro trovarle, ma sono le più difficili! Difficili perché le posizioni si tengono anche per 5 minuti e spesso sono posizioni che lavorano sulle anche, uno dei posti in cui noi immagazziniamo tutte le nostre emozioni. E così, potrebbe capitarvi che, nel bel mezzo della pratica, tra un respiro e l’altro, ricordi e lacrime affiorino senza che voi capiate il motivo. Vi sentirete leggeri come non mai, dentro e fuori.
  6. Ci sono tantissimi altri stili di yoga (Rocket, Dharma, Bikram, Iyengar, ecc.) e vi invito a sperimentarli tutti se avrete modo, ma quello che secondo me conta di più è l’insegnante. Seguite la persona che vi trasmette qualcosa, che vi fa entrare in contatto con voi stessi mentre praticate.
  7. Provate diversi studi di Yoga fino a quando non trovate l’insegnante che vi faccia fare quel “clic”: il passaggio da yoga come esercizio a yoga come strumento di crescita personale.
  8. Non vivetela come se andaste ad un corso in palestra. Siate rispettosi di chi pratica con il cuore e la mente prima che con il corpo: non parlate durante una classe, non lamentatevi se non riuscite a fare una posizione e pensate a voi senza guardare il vicino che magari pratica da anni ed è “più bravo” di voi. Nello yoga non c’è “bravo” o “meno bravo”, anzi, chi è “bravo” è chi riesce a sentire un cambiamento dentro di se durante la pratica, non chi riesce a fare la verticale come se nulla fosse.
  9. Fatevi consigliare da qualche amica/o che pratica da tempo e che vi parla di quanto sia bello lo yoga e di quanto la/o abbia cambiato e non di quanto sia bava/o a fare questa o quella posizione.
  10. Non scoraggiatevi se la prima lezione sarà troppo faticosa o troppo “noiosa”. Riprovate! Uscite dalle vostra comfort zone!

 

Se avete appena iniziato e volete perfezionare la vostra pratica Martina Sergi e Martina Rando hanno appena pubblicato un libro fatto davvero benissimo che si chiama Smart Yoga. Ve lo consiglio! 

Sarà che io preferisco mille volte praticare in inglese, ma la pratica che abbiamo fatto con Emily-Clare Hill al Wanderlust 108 di Milano è stata bellissima. E poi che meraviglia l’energia di tutte quelle persone stupende che si muovevano a tempo. Io poi adoro praticare con tantissime persone: più i mat sono vicini più riesco ad entrare nella pratica e sentirmi connessa con me stessa. Stupendo!

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