BIO 

Mi chiamo Emanuela e sono una Consulente in Nutrizione Olistica, insegnante di Yoga e Raw Chef.
In quella che definisco “la mia prima vita” ero un ingegnere strutturista e lavoravo per la più prestigiosa Società di Ingegneria del mondo, ARUP.
Cosa mi ha spinto a cambiare completamente la mia vita? un’amore folle per il cibo e la cucina e l’aver scoperto su me stessa quanto l’alimentazione giochi un ruolo fondamentale nel nostro benessere fisico e mentale.
Ho 32 anni e fin da quando ne ho 20 c’è sempre qualcosina che “non funziona a dovere” nel mio corpo. Proprio per risolvere i miei problemi di salute mi sono avvicinata ad un’alimentazione naturale e ho provato su me stessa qualsiasi tipo di dieta: da quella macrobiotica a quella crudista, dalla vegana estremista a quella ayurvedica. Diciamo che ho fatto un po’ da cavia! 
In tutti questi anni ho voluto studiare per capire davvero quale fosse l’alimentazione migliore e così nel 2015 ho lasciato il mio lavoro da Ingegnere e mi sono iscritta alla Canadian School of Natural Nutrition dove mi sono laureata in Natural Nutrition nel 2016. Affascinata anche dall’Ayurveda ho intrapreso anche un breve percorso di formazione in Ayurveda.
Oggi credo di aver capito da tutti i miei errori quale sia l’alimentazione migliore: un’alimentazione prevalentemente vegetale alla quale aggiungere con moderazione prodotti di origine animale di origine controllata se se ne sente il bisogno. Ho anche imparato che siamo tutti diversi e non c’è un’alimentazione perfetta per tutti, ma ciascuno di noi ha la propria “alimentazione perfetta”, che cambia con la stagione e con i periodi della propria vita. Si, esatto, avete capito bene: quello che ti fa benissimo oggi potrebbe non farti bene domani e ti farà di nuovo bene tra qualche mese. Il segreto di tutto è imparare ad ascoltarsi.

Parallelamente a questo percorso alimentare ne ho intrapreso uno su di me, di quella che si chiama “crescita personale”. Ho bussato alle porte del mio passato imparando ad accettarlo senza giudicarlo, ho imparato ad essere più positiva, meno ansiosa e più grata per tutto ciò che ho.  Ho iniziato a credere e ad avere fiducia nell’Universo e ho imparato a chiedere aiuto senza vergognarmene. Ho iniziato a praticare yoga fino a decidere di fare un Yoga Teacher Training a Bali nel 2016. 

Il mio amore per il cibo è aumentato sempre di più nonostante il mio rapporto con lui sia stato difficile nell’ultimo anno visto che, per una cosa o per l’altra, ero sempre a dieta (se vuoi leggi la mia storia di seguito). In questi anni ho approfondito la cucina crudista (diplomandomi Raw Chef alla Matthew Kenney Culinary a Venice) e quella ayurvedica (diametralmente opposte!). Sento di avere un bagaglio immenso di informazioni da condividere con tutti e lo faccio attraverso questo sito, la mia pagina Facebook, il mio account Instagram, il mio Canale YouTube e i Corsi che tengo in giro per l’Italia.

 

LA MIA STORIA

La faccio breve (insomma…), promesso!
A 20 anni inizia il primo problema: l’amenorrea che durerà per 7 anni con ciclo ogni tanto, quando ne aveva voglia lui.
A 23 anni, per un banalissimo mal di gola risolto poi con del blu di metilene, i medici ebbero la fantastica idea di farmi fare tre cicli di antibiotico che non smossero le mie placche di una virgola. Ecco che arrivò una super otorino che, non paga, mi diede un bel ciclo di punture di antibiotici. Anche quelle non fecero nulla. Le placche erano sempre li, ma io iniziai a passarmi le notti sul wc (so che non è una bella immagina. Sorry) e persi 4 kg in una settimana. Un gastroenterologo (finalmente una persona competente) mi disse che mi era venuto un batterio nell’intestino e…mi diede il quinto ciclo di antibiotici. Yuppy! Il batterio andò via, ma questa incompetenza e noncuranza dei medici mi distrusse completamente l’intestino e il muco nelle feci ne era la prova. Ora come ora so che quei cicli di antibiotico contribuirono notevolmente a tutti i miei problemi di salute che seguirono (i danni fatti dai medici non sono finiti però! Più avanti scoprirai il resto…Sigh!).

A 24 anni, mentre vivevo a Parigi, da un giorno all’altro il mio intestino decise di andare in sciopero. Dopo alcuni mesi il gastronerologo che mi aveva trovato il batterio decise di farmi fare il test per vedere se fossi celiaca. Il risultato? Positivo – sia analisi del sangue che biopsia. Ma porca paletta, che sfiga!

Iniziai a sperare che un’alimentazione senza glutine potesse risolvere il mio problema, così come quello dell’amenorrea che durava ormai da alcuni anni, ma le cose non andarono come avrei voluto -Sigh!

La svolta arrivò il giorno in cui, seguendo i consigli di una cara amica, dall’oggi al domani eliminai completamente dalla mia dieta tutti i prodotti raffinati e quelli di origine animale. Piano piano il mio intestino ricominciò a dare segni di vita -Yuppy! e, qualche tempo dopo, grazie alla serenità trovata con il mio ex, ricomparve anche il ciclo.

La vera svolta inizia nell’Agosto del 2014, a 28 anni, quando vivevo a Sydney dove lavoravo come ingegnere. Mi sentivo sempre gonfia e infastidita e sentivo di aver bisogno di un detox profondo e così, da un giorno all’altro inizio un regime raw vegan (crudista e vegano) che seguo per 8 mesi. Con il senno di poi mi rendo conto di aver fatto una stupidaggine esagerata a violentarmi di seguirla per così tanto tempo, ma ammetto che i primi 2 mesi stavo davvero bene. Mi sarei dovuta fermare li, ma quando si è testardi e si pensa di fare “la dieta migliore del mondo” non ci si ferma davanti a nulla, anche ai segnali più evidenti di malessere che il mio corpo mi dava.

Non sapendolo, soffrivo di candida vaginale e con il senno di poi so che tutto quel crudo non ha fatto altro che alimentarla (il cibo crudo crea umidità nel corpo e lo raffredda e la candida essendo un fungo sta da dieci in un ambiente freddo e umido). 

Nel 2015 rientro in Italia e finalmente una ginecologa mi diagnostica la canidda vaginale. Eh si perché qui si pensa ancora che la candida sia solo una cosa da donne e sia solo “lì”, peccato che invece di canidda possano soffrire tutti e che i sintomi siano ben peggiori del prurito intimo. La canidda quando è così recidivante significa che è nell’intestino e che le sue tossine stanno intossicando tutto il corpo: io ero depressa, nervosa, triste, sentivo di non essere io, mi sentivo fuori controllo, avevo sempre la pancia gonfia, andavo in bagno male e tanto altro ancora. Insomma, mi stava devastando.

Mi dicevano che la candida era il mio modo per tenere lontano il mio ex. Spero in cuor mio che lasciarlo (visto che non eravamo felici), risolva i miei problemi per sempre, ma non va per niente così. 

Ecco così che a Dicembre del 2016 inizia il mio lunghissimo percorso per cercare di liberarmi della canidida e tornare in me. Sto male come non sono mai stata in tutta la mia vita durante i primi mesi: perdo peso, mi sento intossicata (la candida quando muore rilascia tossine ancora più tossiche di quanto non faccia da viva) quasi da non riuscire a connettere certi giorni. Tutto quello che avevo vissuto mi aveva irrigidito tantissimo. Piano piano inizio a stare meglio. Mi avvicino all’ayurveda che mi aiuta un po’ ma non risolve il mio problema. Sto mille mila volte meglio rispetto a prima, ma non capisco come mai la mia digestione sia sempre ko e la candida si ripresenti tutte le volte che mangio un micron di zucchero o un frutto in più. Mi decido così ad anadare da un omotossicologo che con una “macchina magica” testa tutti i batteri che ho nel mio corpo. Non vi dico tutto quello che trova se no vi spaventate, ma vi basti sapere che trova la mia appendice super infiammata (me la avevano tolta a 9 anni, peccato però che il moncherino che rimane attaccato al cieco è rimasto infiammato fino a qualche mese fa visto che il chirurgo si era guardato bene dal fare una biopsia per capire che cosa l’avesse infiammata – no comment) e il pancreas ko. Questi due focolai di infiammazione acuta stavano monopolizzando il mio sistema immunitario: era ovvio che ogni volta che ero un pochino più stressata (momento in cui le difese immunitarie si abbassano) o mangiassi un dolcino (e per me dolcino è un cucchiaio di zucchero di cocco una tazza di acqua e cacao crudo! – se il pancreas è ko anche la produzione di insulina è rallentata) la candida facesse nuovamente capolino.

Al momento come sto? Non lo so neanche io onestamente. Io mi sento bene adesso! Ho solo la candida a livello locale che a volte si ripresenta. Nell’intestino non c’è più. Ora devo fare ancora super attenzione alla glicemia. Spero presto di poter dire “sto bene” senza se e senza ma.

(qui e qui potete leggere gli articoli che ho scritto in merito) 

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