EmanuelaCaorsi-castagnaccioNonostante io sia una amante dei dolci raw (come questo, questo e questo), devo ammettere che per il castagnaccio farei carte false. Lo adoro perché è leggero e poco dolce, per la sua consistenza -soprattutto quando è ancora tiepidino…che buono! Potrei mangiarmene una teglia intera!- e per la sua incredibile semplicità, sia nel sapore che nella preparazione.

Gli ingredienti sono pochissimi, ma devono essere di prima qualità, altrimenti la riuscita di questo splendore di dolce sarà ahimè compromessa.
Tutto sta nella farina di castagne.
Troppe volte però sta sugli scaffali per secoli e viene conservata male. Il risultato? Una farina acida e un castagnaccio acido con retrogusto amarognolo che non ha nulla a che vedere con quello che sto tanto elogiando.
Se la farina è acida è significa che è irrancidita e come tale, oltre ad essere cattiva, non fa per niente bene: tutte le proprietà nutritive sono andate a farsi friggere e gli acidi grassi si sono ossidati il che significa che ingurgitate sostanze che creano infiammazione nel vostro corpo. E questo di certo non lo volete!
Con questo però non voglio scoraggiarvi! Di farine di castagne buone ce ne sono eccome! Scegliete quelle con scadenza lontana e, se indicato, con data di confezionamento più recente. Prendetela biologica e magari in un supermercato bio dove è più facile che ci sia un pochino più di smercio. Oppure, ancora meglio, compratela da un mulino di fiducia: io la ho comprata dal Molino Bongiovanni che la certifica senza glutine. E’ super!

Ma veniamo alla ricetta. Gli ingredienti sono 5: farina di castagne, uvetta, pinoli, olio di cocco e acqua. That’s it.
Si, si, avete letto bene. Niente zucchero o dolcificanti perché se la farina di castagne è buona e fresca è già dolcissima di per se.
Ho sostituito l’olio di oliva con l’olio di cocco per due motivi:
– il primo è che l’olio extravergine di oliva si ossida a temperature troppo elevate come quella a cui cuoce questo castagnaccio -Udo Erasmus nel suo libro “Fats that Heal Fats that Kill” sostiene che l’olio extravergine di oliva subisca un processo di ossidazione e formi radicali liberi già oltre i 100°C-;
– il secondo è che cocco e castagne secondo me stanno benissimo insieme!

EmanuelaCaorsi-castagnaccio

Castagnaccio: lo snack perfetto

Altro che barrette di cereali o crackers industriali che hanno tantissimi ingredinti di cui la metà impronunciabili; se volete uno snack da portare sempre con voi il castagnaccio può essere proprio ciò che fa per voi.

Le castagne hanno un alto contenuto di carboidrati (l’84%) e pochi grassi (9%) rispetto alla comune frutta a guscio che ne contiene più dell’80%. In più, contiene sia proteine (il 7%) e fibre rendendolo così un alimento perfetto per tenere sotto controllo la glicemia (zucchero nel sangue).

Spesso si ha voglia di uno spuntino perché ci si sente un po’ stanchi e con a mente annebbiata, e visto che la benzina preferita dal nostro cervello è il glucosio -che si trova nei carboidrati-, l’uvetta ci darà subito una sferzata di energia per il nostro cervello assonnato e le castagne e i pinoli ci aiuteranno a mantenere costante questa sensazione di benessere e produttività.

 

CASTAGNACCIO / GF + VEG + SF

Ingredienti.
125 gr di farina di castagne
250 gr di acqua filtrata (senza cloro)
3 cucchiai di olio di cocco liquido
2 cucchiai di uvetta
2 cucchiai di pinoli
1 pizzico di sale

Procedimento.
Verste la farina in una ciotola, aggiungetevi l’acqua e l’olio (fatto sciogliere in un pentolino per alcuni secondi se necessario) e mescolate con una frusta fino a quando l’impasto è liscio e senza grumi.
Aggiungete l’uvetta, i pinoli e il pizzico di sale.
Fate riposare per almeno 4 ore la pastella fuori dal frigo -anche tutta la notte-.
Rivestite una tortiera rettangolare di 20x25 cm con carta da forno, versatevi l’impasto e cuocete in forno già caldo a 200°C per 20 minuti.

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