La prima volta che ho bevuto il chai tea ero a Sydney a casa di un amico durante il mio primo viaggio in quella terra meravigliosa. Condivideva la casa con un ragazzo con origini indiane. Un ragazzone di quasi due metri con un fisico da paura, yogi e surfista. Not bad! Il mio inglese allora era un po’ traballante e si sa, l’accento australiano è un po’ tosto da capire le prime volte. Sta di fatto che una mattina mentre ero sul divano, arriva e mi farfuglia qualcosa. L’unica cosa che capisco è “tea” e un “would you like”. Mi sta dicendo se voglio del te. Ovviamente dico si e sorrido. Nel dubbio, mai dire di no!

Sento che inizia ad armeggiare con non so cosa. Pim pum. Cric Croc. Dopo quasi mezz’ora compare con queste tazzone piene di un liquido marroncino chiaro. Bevo il primo sorso. Heaven (paradiso). Una delle cose più buone che abbia mai abbia mai bevuto in vita mia. Avevo appena bevuto il mio primo chai tea latte.

Lo aveva fatto lui sul momento, tritando le spezie che lo ispiravano quella mattina, mi pare ci fossero cardamomo, pepe, chiodi di garofano, cannella, vaniglia, noce moscata, zenzero e chissà quale altra spezia meravigliosa. Da buon Indiano, aveva usato il latte vaccino e dolcificato il tutto con dei datteri succosi che aveva fatto cuocere con il latte, l’acqua e le spezie. Ne aveva fatto un pentolone. Che bontà. 

Ecco quindi che, quando Kandeepan, il mio Guru di Ayurveda (leggi sotto per più info), mi ha detto che avrei dovuto iniziare a bere il latte (nonostante un primo momento di shock!), lo ho subito collegato al chai tea e non ho minimamente opposto resistenza.

Come ci spiegherà meglio Kandeepan durante il Workshop di Cucina Ayurvedica e Indiana e ancora meglio durante il Corso di Introduzione al Benessere secondo i Principi Ayurvedici, il latte è l’alimento Kapa per eccellenza e io, per riequilibrare il mio Vata alle stelle, ne avevo disperato bisogno.

Le spezie hanno un potere curativo e mandano specifiche informazioni al nostro corpo -non vedo l’ora di imparare di più durante i corsi!- perciò ciascuno dovrebbe scegliere le spezie in base alla propria costituzione per poter godere appieno degli effetti benefici di questa bevanda deliziosa.

Detto questo, nella cucina Indiana, il Chai tea si beve indipendentemente dai principi Ayurvedici e chiunque lo beve. Le spezie variano, non a seconda della costituzione, ma a seconda della parte dell’India e dell’ora del giorno, come mi ha spiegato Kandeepan. Fino alle 16.00, al nord utilizzano per lo più cardamomo e pepe, a sud chiodi di garofano e cannella, nel centro cannella, zenzero e pepe. Dopo le 16.00 utilizzano per lo più zafferano e curcuma o zafferano e cardamomo per rinfrescare per la notte e omettono il tè. Le proporzioni sono 40% latte di bufala (raramente di mucca) e 60% acqua. 

Se non sapete nulla di Ayurveda, utilizzate le spezie che più vi piacciono, senza abusarne però e cercate di non berlo tutti i giorni. Questo perché è un po’ come se le spezie fossero medicine. Ricordatevelo anche quando utilizzate spezie senza ritegno in cucina. Le spezie, come mi ha insegnato Kandeepan, non devono mai prevaricare i sapori degli alimenti alle quali sono aggiunte.

Visto che da noi trovare il latte di bufala è pressochè impossibile, si può sostituire con latte vaccino -bio, please! Non vorrei mai vi metteste in corpo ormoni, antibiotici e schifezze varie che si trovano nel latte comune del supermercato. Chi è intollerante al lattosio o alla caseina o vegan, può sostituire il latte di mucca con un latte vegetale.

Note:

  • Io e il latte andiamo d’accordo solo se non ne abuso quindi io utilizzo una proporzione completamente diversa: metto dai 50 ai 75 ml di latte per 220 ml di acqua.
  • Per dolcificarlo, anziché lo zucchero, io utilizzo un dattero che frullo insieme al latte prima di farlo bollire. Potete anche utilizzare sciroppo d’acero o zucchero di cocco. Se volte usare il miele accertatevi che il chai tea sia ormai tiepido e che non superi i 36 gradi perché oltre quella temperatura il miele crea irritazione all’intestino (Kandeepan è un pozzo di scienza!).

 

CHAI TEA
Serves 1
Una bevanda della tradizione Indiana e Ayurvedica. Un'esplosione di spezie, profumi e sapori. Impossibile non innamorarsene!
Write a review
Print
Prep Time
5 min
Cook Time
5 min
Total Time
10 min
Prep Time
5 min
Cook Time
5 min
Total Time
10 min
Spezie a scelta tra
  1. 2 chiodi di garofano
  2. 1 bacca di cardamomo
  3. 2 grani di pepe
  4. 1 pezzetto piccolo di stecca di cannella
  5. 1 pizzico di zenzero in polvere
  6. 1 pizzico di vaniglia in polvere o 1/4 di bacca di vaniglia
  7. 1 grattugiata di noce moscata
  8. 1 pizzico di stimmi di zafferano
  9. 1/2 punta di stella di anice stellato
  10. 100 ml di latte vaccino bio o latte vegetale
  11. 150 ml di acqua
  12. 1 dattero
  13. 1/2 cucchiaino di tè nero in foglie o una bustina di tè nero
Instructions
  1. Mettete le spezie nel mortaio e riducetele in polvere.
  2. Mettete latte, acqua e il dattero in un frullatore e frullate fino a quando non sarà dissolto - potete omettere questo passaggio e mettere il dattero a bollire e poi setacciarlo alla fine.
  3. Mettete latte e acqua con dattero in un pentolino e aggiungete le spezie.
  4. Portate a bollore e fate bollire per 1 minuto - è importante farlo bollire perché le molecole più pesanti del latte si aprono e le spezie le degradano rendendo così il latte più digeribile.
  5. Spegnete il fuoco e aggiungete il tè. Lasciate in infusione per 2 o 3 minuti o di più a seconda di quanto volete sentire l’effetto della teina.
  6. Versate nella tazza filtrando il chai tea con un colino a maglie fini di modo che le spezie e le foglie di tè non vadano nella tazza.
  7. Bevete caldo o lasciatelo intiepidire leggermente.
  8. Enjoy.
Emanuela Caorsi | Consulente in Nutrizione Olistica & Raw Chef http://www.emanuelacaorsi.com/
 

Kandeepan Joythimayananda: un guru moderno

Vi starete domandando come mai abbia definito Kandeepan un “guru moderno”, bé perché spesso si associa la parola guru a una specie di santone, ad un uomo con la barba bianca che ha “quel non so che” da saggio. Ecco,Kandeepan non centra un tubo con questa immagine! È un ragazzo normalissimo senza alcun tipo di aria da Santone. Eppure, ha qualcosa di magico secondo me (e secondo chiunque abbia seguito il mio consiglio e sia andato da lui). Qualcosa che lui chiama effetto placebo e che io invece chiamo intuito. In un nano secondo ti inquadra, capisce come sei e cosa fare per rimetterti in carreggiata. Quello, secondo me, è sesto senso, è qualcosa di sottile e di unico, che solo i guru hanno. Per me, ora è il mio guru. Non potrebbe essere diversamente visto che, nonostante da sola avessi fatto passi da gigante verso una nuova me in salute e serena, in un mese ha rivoluzionato per il meglio la mia vita, facendomi fare lo step-up che da sola non so se sarei riuscita a fare. Per questo non smetterò mai di ringraziarlo.

Visto che vorrei che lo conosceste un po’ meglio anche voi, ho deciso di chiedergli di parlarci un pochino di lui, così capite che non lo sto solo idolatrando, ma che è in gamba davvero!

“Mi chiamo Kandeepan Joythimayananda, ho 38 anni, e da quando sono nato respiro il mondo del l’ayurveda. Sono nato in Sri Lanka, di origine tamil e famiglia induista, ma da trent’anni vivo in Italia. Dico che ho respirato questo mondo sin da piccolo perché mio padre è Swami Joythimayananda insegnante di ayurveda e yoga di fama internazionale. Da bambino ho sempre osservato mio padre nel suo lavoro, nei suoi corsi, ho avuto la fortuna di conoscere persone da ogni parte del mondo, ho potuto conoscere grandi maestri e saggi che mi hanno tramandato la loro conoscenza. Diciamo che buona parte della mia conoscenza è frutto di tanto ascolto, comprensione, osservazione e ragionamento, sì, l’ayurveda è proprio questo! Ho iniziato da ragazzo ad insegnare e aiutare mio padre e a seguire mia mamma, lei è colei che mi ha trasmesso invece la passione per il cibo e la cucina, oltre essere la tipica mamma indiana buona cuoca, è anche una brava insegnante di cucina. Arrivato all’età delle scelte ho seguito la mia prima passione, il mistero celato nelle proprietà magiche delle piante, e così sono partito alla volta di Pune, in India, dove ho studiato all’Università Medicina Ayurvedica con la specializzazione in Fitoterapia. Tornato in Italia con tutte le mie esperienze ho aperto un laboratorio di prodotti naturali ayurvedici: Sap Ayurveda. Piante e fiori sono miscelati secondo tradizione pura per creare ciò che piace a me, i miei prodotti! E ora eccomi qui, sono una persona come tante, ma credo che ognuno di noi possa e debba star meglio, questa è la mia vena un po’ presuntuosa, per la quale amo il mio lavoro e divulgo l’Ayurveda come bene accessibile a tutti. Namaste.”

Per info e iscrizioni ai prossimi corsi in programma di Cucina Ayurvedica e Indiana e Benessere secondo l’Ayurveda che terrà Kandeepan, scrivetemi a hello@emanuelacaorsi.com

Condividi con le persone a cui vuoi beneShare on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestEmail this to someone


divider