Vi è mai capitato di vivere una relazione che non vi faccia stare bene?

O meglio, vi è mai capitato di essere certe di aver trovato il “The One” (l’amore della vostra vita) che vi siete incaponite così tanto, da accettare di stare male per non ammettere di aver preso una cantonata pazzesca?

Eh si, perché a noi donne capita spesso di prendere un abbaglio.
O anzi, mi correggo, a volte questo lui arriva quando meno ce lo aspettiamo, quando pensiamo di stare benissimo da sole, quando la nostra vita va alla grande dopo un periodo di cacca (spesso coinciso con la fine di una precedente relazione) che ci fa completamente rincretinire! Ci fa sentire speciali come ahimè solo un uomo (o una donna!) può farci sentire…ci sentiamo importanti e arrivano quelle fantastiche farfalle nello stomaco che ci fanno sentire così leggere e spensierate da farci quasi dimenticare di mangiare (cosa assolutamente da non sottovalutare visto che durante il periodo di cacca di cui sopra ci siamo sicuramente scofanate quintali di cioccolata per cercare di compensare alla mancanza di amore). Insomma…un vortice di nuove emozioni e sensazioni ci rapisce. Lui ci rapisce. E noi, come delle pere cotte, ci innamoriamo perdutamente. Fin qui, nessun problema… All’inizio è tutto così bello, tutto così magicamente eccitante. Noi donne spesso siamo innamorate dell’amore…ma come biasimarci! Quanto è bello sorridere per nulla, sentire il batticuore quando si riceve un suo messaggio o sorridere a chiunque quando si cammina per strada? Perché ragazze, è inutile nasconderlo, ma se siete delle inguaribili romantiche come me, l’innamoramento è una figata pazzesca! E anche se non siete romantiche, solo il fatto di sapere che qualcuno pensa a voi, fa stare bene… non potete dirmi di no!

Tutto questo preambolo per farvi ricordare quanto sia bello l’amore, sia per voi un ricordo lontano, una ferita ancora aperta, una sensazione che state vivendo proprio ora, o che abbiate completamente perso la fiducia.
L’amore è una cosa meravigliosa e l’innamoramento ancora di più.
Peccato che l’innamoramento non duri per sempre – non sto parlando dell’amore sia chiaro, ma proprio della prima fase con gli occhi a cuoricino per qualsiasi cosa.
E peccato che a volte noi donne facciamo durare una relazione più del necessario proprio perché ci aggrappiamo disperatamente con le unghie e con i denti a quel dannato ricordo dei primi tempi insieme…

Dove voglio arrivare?

Vi racconto la mia storia…

Stavo vivendo un momento molto bello della mia vita.
Ero appena arrivata dall’altra parte del mondo e avevo un lavoro spaziale (ero ancora Ingegnere) nella Società di Ingegenria più figa che ci sia.
Mi sentivo emancipata e orgogliosa di me.
Ne venivo da un periodo difficile e da una simil-storia assurda e senza senso, ma che mi aveva segnata.
Ne ero uscita finalmente.
Ero pronta per godermi l’Australia.
Fantasticavo già su surfisti australiani con i capelli biondi e un fisico da paura.
E invece… una sera mi ritrovo con un ragazzo italiano-non surfista-non biondo-e ,non me ne voglia, ma senza fisico da paura… eppure, stare con lui mi fa sentire bene come non ero mai stata.
Parlare con lui è facile e la serata vola.
Ha un sacco di cose da raccontarmi e questa cosa mi lascia senza parole (la mia grande difficoltà è trovare ragazzi che abbiano cose da raccontarmi – sarà che ne ho combinate parecchie in 32 anni di vita, ma è davvero raro trovare ragazzi che abbiano cose interessanti da raccontare…).
Mi piace.
Iniziano le farfalle, i sorrisi da sola per strada, i cuoricini e tutto quello che di bello porta l’amore.
Mi innamoro perdutamente.
E’ lui il mio “the one” affermo sicura ad una mia carissima amica e collega.
Chiunque veda foto di me e lui mi dice di non avermi mai vista così raggiante e sorridente.
Ero felice, felice e spensierata come non ero mai stata prima.
Poi non so, devo ancora capire se sia stato l’Universo a remare contro di noi o se noi in realtà non eravamo fatti per stare insieme e l’Universo ha cercato in mille modi di separarci per risparmiarci tanto dolore, ma noi, volevamo essere più forti di lui, e dei sui messaggi ce ne siamo fregati.
Noi ci amavamo. Così credevamo almeno…
Io cambio completamente: lascio il mio lavoro e la mia vita da ingegnere per seguire la mia passione e arrivare a fare ciò che faccio ora.
Inizio un percorso di crescita personale non indifferente e non mi capacito di come lui non faccia lo stesso.
Lui non cambia con me (e ci sta anche porca paletta! noi e questa nostra cavolo di convinzione di dover sempre cambiare chi ci sta vicino!).
Ci ritroviamo a stare male, male davvero, pur amandoci così tanto (con il senno di poi mi domando se fosse amore o cosa…non mi sono ancora data una risposta e non saprei dare un nome a quel sentimento così forte che ci legava).
Ci affossiamo a vicenda.
Ognuno ci ha messo il suo.
Io piangevo ogni due per tre.
Ogni santo week-end c’era una discussione.
Ci amavamo, ma non mi sentivo amata (mmm…contorto, lo so, ma credo mi possiate capire).
Io troppo concentrata sul mio non essere amata da rendermi conto di quanto stesse male anche lui.
Io volevo parlare dei nostri problemi.
Lui no.
Chiuso a riccio.
All’epoca non avevo ancora letto “Gli uomini vengono da Marte e le Donne da Venere” (lettura super consigliatami da Marika) e non capivo che il suo essere così chiuso “nella sua caverna” era solo un suo modo per cercare di risolvere un problema (credo che il problema fossimo proprio noi), ma era un problema troppo grande per poter essere affrontato stando sempre insieme, vivendo in simbiosi.
Per quanto stessimo così male entrambi e fosse palese, era difficilissimo dirsi addio.
Io ero così dannatamente legata ai nostri primi mesi insieme, a quei sorrisi, a quelle risate che non riuscivo a capacitarmi di come ci fossimo trovati ad essere due persone così diverse, così estranee.
Poi, un giorno, con la morte nel cuore, ci siamo divisi.
Ognuno per la sua strada.
E’ stata la cosa migliore che potesse succedere. Per entrambi.

Lo dico ora, a distanza di un anno e mezzo. E lo dico con una serenità e una gratitudine nel cuore che non avevo mai provato prima.
Sottolineo però “a distanza di un anno e mezzo” per farvi capire che questa separazione è stata per me qualcosa di devastante, di logorante: dal piangere sempre al non piangere più, dall’essere sensibile all’essere di ghiaccio…avere un’armatura per più di un anno è stato pesantissimo e stremante. Ma mi ha temprata. Eccome se mi ha temprata.

Ora questa armatura non c’è più, la ho tolta con calma con l’aiuto di amiche speciali che sono state sempre al mio fianco in ogni fase dello scongelamento. Senza di loro non so come avrei fatto.

Il mio messaggio per voi alla fine di questo post infinito?

Se sentite che la persona che avete sempre pensato fosse quella giusta per voi, in realtà non lo sia affatto;
Se siete alla ricerca del vostro centro e vi rendete conto che la persona che è al vostro fianco ha la capacità di spingervi via da questo con una semplice parola;
Se sentite che non state più bene a casa con lui o con lei;
Se sentite che il vostro amore è ancora aggrappato ai primi momenti passati insieme;
Se sentite di non essere più spensierate;
Se non volete più fare l’amore con lui/lei;
Se vi sentite incomprese, infelici e non amate…

…Allora forse è arrivato il momento di rivedere un po’ tutto.
Non sto dicendo che il vostro amore sia arrivato per forza al capolinea. Non mi permetterei mai! Ma vi invito a non rimanere più in questo limbo che non porta altro se non a dolore e ad un logoramento di voi, di lui/lei e del vostro rapporto.

Parlate del vostro problema con qualcuno – a me Marika aveva aiutata tanto: prima di chiudere una reazione nella quale avete creduto (e credete ancora…) bisogna tentarle tutte per non avere alcun rimpianto -, leggete il libro che ho citato sopra, separatevi per un pochino, parlatene serenamente tra di voi, insomma mettetevi in discussione.

Se però tutto questo non vi porterà a stare meglio, raccogliete tutte le vostre forze e dite addio.
Sarà doloroso da morire. Sentirete che una parte di voi andrà via per sempre. Vi sentirete incomplete, tristi e distrutte.
Avrete toccato il fondo.
Ma come sapete, oltre al fondo non si può andare e si può solo risalire…
Io non so e non posso dirvi quanto tempo durerà la vostra risalita e io non sono certo un grande esempio visto che per “smaltire” una storia di 3 anni ne ho impiegato quasi uno e mezzo, ma quello che posso dirvi è che quando arriverete di nuovo in cima alla vetta vi sentirete invincibili e spensierate come mai prima.
E’una sensazione meravigliosa che ogni donna si merita di vivere.
Ed è questa sensazione che ciascuna di noi dovrebbe riuscire a ricordarsi quando inizia una relazione.
Fare una sorta di check in ogni mattina chiedendosi: “sono sempre spensierata?”
Se la risposta è si, allora va tutto bene, se è no, domandatevi subito cosa vi abbia portato “out of balance” (fuori equilibrio): se siete voi o se è stato un atteggiamento dell’altra persona e chiaritelo subito.
E’ più facile a dirsi che a farsi perché “il rincoglionimento da innamoramento” ci fa sbarellare un po’, ma dobbiamo renderci conto che solo se siamo spensierate siamo aperte a ricevere e a dare amore incondizionatamente.

Spero con tutto il cuore che questo post possa aiutare anche solo una di voi a prendere di nuovo in mano la propria vita.
Non sarà facile, ma rinascerete, sia che a rinascere sia la vostra storia, sia che a farlo siate voi, da sole, più forti e spensierate che mai.

 

Con amore,

Emanuela

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