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Molto bene. Siamo all’11 di Dicembre e io non ho ancora comprato mezzo regalo di Natale, ma la cosa più grave è…che non ho la minima idea di cosa comprare! Confido in un sogno rivelatore nei prossimi giorni.

Il fatto che io non sia ancora entrata in “mood” Natalizio, non significa però che non abbia iniziato le sperimentazioni per menù natalizi da proporvi o per questi fantastici gingerbread cookies.
Io li trovo fantastici e chi come me ama le spezie, in particolare lo zenzero, e i sapori decisi, se ne è innamorato al primo morso. E sono certa succederà anche a voi. Non c’è alcun dubbio, sanno di Natale sotto la neve.

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In questi biscotti c’è un ingrediente un po’ insolito: la melassa.
La melassa deriva niente-popò-di-meno-che dalla lavorazione del nostro “nemico” zucchero bianco, ma al contrario di questo, la melassa ho un basso indice glicemico ed un basso contenuto di fruttosio. Per di più, la melassa è anche ricca di minerali quali calcio (necessario per la salute delle ossa e del cuore), potassio (necessario per generare la contrazione dei muscoli -anche il cuore), manganese (indispensabile per produrre un enzima che “disattiva” i radicali liberi prima che possano creare danni nel nostro corpo), selenio (potente antiossidante), zinco (supporta il sistema immunitario) e ricchissima di ferro (indispensabile per la formazione dell’emoglobina: componente dei globuli rossi che si occupa di trasportare l’ossigeno alle cellule; e della mioglobina, che porta invece l’ossigeno ai muscoli).

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Nota: lo so che sembra che i miei gingerbread cookies abbiano la varicella, ma è colpa dello zucchero di cocco che uso che è molto grossolano e quando cuoce si caramella. Quindi si, i cookies hanno la varicella, ma il sapore ci guadagna un sacco!

Zucchero si, zucchero no. Cosa fa davvero male?

Come forse avrete già letto nel post di Michael ed Eleonora di “Burro e Miele“, il principale motivo per cui lo zucchero -in qualsiasi forma esso sia, dallo zucchero bianco al miele- fa male, è per il suo alto contenuto di fruttosio.
“Ma cosa avrà di così sbagliato questo povero fruttosio?” penserete. Bé, lui nulla in realtà se ci si riferisce a quello contenuto nella frutta che, poiché accompagnato da fibre, vitamine e minerali, non fa certo male. Quello che invece non fa bene al nostro organismo -se consumato in dosi eccessive- è il fruttosio che deriva dagli zuccheri che potrei definire “raffinati”.
Mi spiego: vedetela così, tutti i dolcificanti impacchettati sono “raffinati”, ossia vengono lavorati dall’uomo prima di poterli utilizzare.
Un frutto non ha bisogno di essere impacchettato o lavorato: si può prendere dall’albero e mangiarlo subito, così com’è.
Vorrei invece vedervi -e vedermi!- ad addentare il fiore della palma da cocco da cui viene estratto il nettare che poi diventa zucchero. Sarebbe un po’ come addentare un albero di acero. Mmmmm…non lo vedo molto fattibile.
Questo per dire che è un eccesso di fruttosio, nudo e crudo -cioè non accompagnato da fibre e solo parzialmente da vitamine e minerali- che fa male.
Il motivo è molto semplice: il nostro corpo non lo sa utilizzare come benzina. Il fruttosio deve andare nel fegato per essere convertito nella nostra benzina preferita: il glucosio.
Peccato però che il fegato ha una quantità inimmaginabile di funzioni vitali da svolgere e gli ci manca dover pure convertire tutto il fruttosio che mangiamo in glucosio!!! Se si tratta di un frutto va bene, ma quando si parla di merendine, barrette, caramelle e compagnia cantante, allora la musica cambia eccome.
Quando mangiate troppi dolci il vostro fegato è esattamente come voi quando avete 2000 cose da fare e alle 6 dovete uscire all’ufficio cascasse il mondo e arriva un rompiballe megagalattico a chiedervi una cosa noiosissima da fare, ma che non potete rifiutarvi di fare. Ecco. Forse vista così rende più l’idea!

Tutto questo ambaradan per dire che:

  • Cercate di non mangiate tanti dolci e non aggiungete tre cucchiaini di zucchero o miele al caffè o al tè!
  • Prediligete dolcificanti naturali con la regola “se posso raccoglierlo e mangiarlo allora fa bene” e quindi si a dolcificare con la frutta disidratata -senza esagerare ovviamente!-.
  • La melassa scura ha un basso contenuto di fruttosio -circa il 25 % del suo peso- contro lo zucchero bianco che ne contiene il 50% e lo sciroppo d’agave (quello che trovate nei supermercati, ormai super raffinato e di colore ambrato -quello crudo è scurissimo, molto più dello sciroppo d’acero e con un sapore molto intenso) che può essere fino al 90% composto da fruttosio! ahhhhhhhh!

Nota: Lo so che recentemente sto pubblicando un sacco di dolci, ma dovete sapere che quelli che faccio se li pappa tutti la mia dolce metà a colazione. Io ho sempre amato i dolci, ma devo dire che meno ne mangio, meno ne mangerei. E poi mi conosco, se parto, non mi fermo: potrei mangiare una teglia dei miei biscotti da sola senza battere ciglio, quindi, se posso, evito di iniziare!

 

GINGERBREAD COOKIES CON MELASSA / GF + VEG

Ingredienti.
120 gr di farina di grano saraceno (o qualsiasi farina integrale)
25 gr di farina di ceci
50 gr di zucchero di cocco
1 e 1/2 cucchiaini di zenzero in polvere
1 cucchiaino di cannella in polvere
1/4 di cucchiaino di chiodo di garofano in polvere
1/4 di cucchiaino di noce moscata grattugiata
1/2 cucchiaino di lievito per dolci(*)
30 gr di olio di cocco
75 gr di melassa nera
1 o 2 cucchiaini di acqua

Procedimento.
In una ciotola mettete tutti gli ingredienti secchi (farine, spezie, lievito e zucchero) e mescolateli con una forchetta o con le mani.
Fate sciogliere in un pentolino a fuoco basso l’olio di cocco e aggiungete anche la melassa e mescolate per pochi secondi. Togliete dal fuoco e versate sopra al composto secco. Incorporate i liquidi mescolando con una forchetta. Quando avrete ottenuto delle briciole iniziate ad impastare con le mani. Aggiungete un cucchiaino di acqua per cominciare -non di più!- e impastate. Se necessario aggiungetene ancora uno. In caso aggiungeste troppa acqua “rimediate” aggiungendo ancora un pochino di farina di ceci. Formate una palla, appiattitela, rivestitela con la pellicola trasparente e fatela riposare in frigo per almeno un’ora -è molto importante lasciarla in frigo così sarà molto più facile stenderla!-.
Trascorso il tempo di riposo, accendete il forno a 180°C (statico) e rivestite una teglia dai bordi bassi con della carta da forno.
Prendete l’impasto dal frigo, togliete la pellicola e spolveratelo di farina su un lato solo e mettete quel lato a contatto con il piano di lavoro. Stendete con un matterello fino a raggiungere 4 mm di spessore. Ritagliate le formine, disponetele sulla carta da forno.
Infornate per 7-9 minuti. Sfornate, fate leggermente intiepidire e metteteli su una griglia a raffreddare.

Note.
(*) Potete sostituire il lievito con 1/4 cucchiaino di bicarbonato e 1/4 di cremor tartaro.

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