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Ormai la signora da cui vado a fare la spesa lo sa: le carote le voglio con il ciuffo e voglio anche i ciuffi che tutte le altre persone chiedono di toglierli.

Fino a qualche tempo fa non li facevo togliere, ma poi arrivavo a casa e non sapevo che accipicchia farne e così, dopo qualche giorno che giravano nel frigo, li buttavo via. Orrore e raccapriccio. Una come me non può buttare via della verdura!
Poi in casa è arrivato il libro di Sarah B. di My New Roots e provate ad indovinare qual’è il protagonista di una delle sue fantastiche ricette?! Proprio i ciuffi di carote.

Dopo aver fatto la spesa, armata dei miei ciuffi di carote e di un po’ di pazienza mi sono messa a spulciarli e ho seguito meticolosamente la ricetta sostituendo però i garlic scapes -boccioli dell’aglio- con due spicchi d’aglio. Il pesto era buonissimo e lo ho rifatto anche una seconda volta, ma sarà che io e l’aglio non andiamo proprio così d’accordo, sta di fatto che per i due/tre giorni successivi sarei stata da mettere in quarantena. Certo non avrei avuto paura dei vampiri: li avrei stesi a chilometri di distanza!

Onde evitare di stendere anche la mia dolce metà, ho deciso di reinventare questo pesto omettendo l’aglio, o meglio, facendo un olio all’aglio -come avevo fatto per questa insalata– per mantenerne l’aroma che gli da uno sprint in più. Ho cambiato qualche altra cosina ed ecco che ne è venuto un condimento altrettanto eccezionale e “salva coppia”!

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Sembrerò matta, ma fare questo pesto mi da una soddisfazione incredibile: detesto buttare via il cibo e aver imparato ad usare quello che fino a poco tempo fa era solo uno “scarto” mi piace un sacco! E spero di cuore che da oggi anche voi farete finalmente amicizia con quei ciuffi di carote che avete sempre guardato con aria sospetta. Vi stupiranno. Questo pesto vi stupirà.

Alle foglioline verdi ho aggiunto semi di girasole e mandorle tostati -tostarli li rende più digeribili perché elimina in parte l’acido fitico e gli inibitori degli enzimi che semi e frutta a guscio contengono. Tostarli però non aumenta però il loro contenuto di vitamine e minerali come invece si ottiene mettendoli in ammollo o facendoli germogliare-, scorza di limone, succo di limone fresco, sale e l’olio all’aglio fatto sul momento. L’aglio sa indubbiamente “un tocco in più”, ma se non lo amate o siete allergici, non preoccupatevi, potete ometterlo senza compromettere la riuscita della ricetta. Magari aggiungete un pochino di succo di limone in più per renderlo più “lemony” come dicono gli inglesi.
E poi se ci pensate è anche molto più conveniente del classico pesto fatto con il basilico: i ciuffi delle carote non costano nulla e i semi di girasole e le mandorle costano molto meno dei pinoli. Con questa non avete più scuse: da domani ciuffi di carote come se non ci fosse un domani!

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Io di solito lo mangio a cucchiaiate senza niente, oppure con degli “spaghetti” di carote, sul pane o con la quinoa, ma potete usarlo per condire la pasta, il riso integrale o nelle insalate: è talmente buono e versatile che sono certa non rimarrà a lungo in frigo!

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Se qualcuno -come ha fatto Erica del blog La Cuocherellona per il suo contest “Un mondo di BenEssere”– vi chiedesse cosa sia per voi il benessere, lo stare bene, il sentirsi bene, vivi, sereni, felici, voi cosa rispondereste?
Personalmente credo che il benessere, la qualità della vita di ciascuno di noi, sia strettamente legato alla salute e, ormai non è una novità per chi mi legge da un po’, sono certa che la salute sia in gran parte legata al cibo che mangiamo: scegliere alimenti che nutrano il nostro corpo -e la nostra anima- è il passo più semplice e più grande che ciascuno di noi possa fare per dimostrare a se stesso di volersi bene e per intraprendere la propria strada verso il BenEssere. Condividere con le persone cui si vuole bene ciò che cuciniamo con cura è per me un grandissimo gesto d’amore: non c’è nulla di più profondo della condivisione del proprio BenEssere.
Certo, la serenità e l’equilibrio abbracciano mondi diversi, non solo quello dell’alimentazione: l’amore, la famiglia, l’amicizia, la meditazione, lo sport e tutto ciò che ci fa sentire più leggeri dovrebbe essere parte integrante della vita di tutti i giorni per il raggiungimento del vero e proprio BenEssere.
E’ un percorso di consapevolezza. Lungo e a volte faticoso, ma se lo vogliamo, ci possiamo arrivare tutti. E poi un giorno ci si sveglia, felici di quello che si ha, consapevoli che si è lavorato tanto per ottenerlo e con la voglia di godere appieno delle piccole cose, di godersi il proprio tempo, con la voglia di vivere l’oggi senza pensare a ieri o a domani…quando questo succederà sapremo di aver finalmente trovato il nostro equilibrio. Il nostro BenEssere.

Un esempio di BenEssere per la Rapa? Spulciare le foglie di carote, alla fine di una lunga giornata, nel mio cucinino illuminato dalla luce calda della sera, insieme alla mia dolce metà a chiacchierare del più e del meno e a preparare insieme qualcosa di buono e che ci farà stare bene, ecco, questo per me è il benessere, la felicità.
Piccola postilla: ho come la vaga impressione che spulciare i ciuffi di carote non sia propriamente ciò che il mio ragazzo definirebbe felicità! Ma l’amore si sa, ci rincoglionisce e fa fare questo e altro!

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La clorofilla: perché mangiare alimenti verdi fa così bene

Vi sarete forse domandati come mai tanto entusiasmo per dei ciuffetti di carota, bè, molto semplicemente perché sono…VERDI!
Tutto gli alimenti verdi -il gelato all’after eight non vale eh!- hanno quel colore perché contengono clorofilla, la linfa vitale di tutte le piante. In realtà tutte le piante, anche gli stessi limoni, contengono clorofilla, ma più verdi sono più ne contengono.
Forse ora vi starete chiedendo cosa abbia mai di così magico la clorofilla, ma prima di elencarvi tutti i suoi innumerevoli benefici, vi dico una cosa che quando l’ho letta mi ha fatto rimanere senza fiato. Prima ho definito la clorofilla come “linfa vitale” delle piante, un po’ come l’emoglobina* per noi esseri umani. E sapete qual’è la cosa eccezionale? La struttura molecolare della clorofilla e dell’emoglobina sono praticamente identiche, fatta eccezione per il loro atomo centrale: l’atomo centrale della molecola di clorofilla è magnesio, mentre in quella di emoglobina è il ferro. Incredibile, vero?
Questo già dovrebbe servire a giustificare un considerevole aumento di verdure a foglia verde nella dieta di ciascuno di voi: se la loro composizione è chimicamente così simile a quella dell’uomo non può che fare bene!

Ma ora veniamo ai benefici. Ve ne elenco un po’ perché sono tantissimi:

  1. Blocca la crescita dei lieviti e dei funghi (come la Candida Albicans) nell’intestino;
  2. Aiuta a eliminare l’alito pesante e rende l’odore del sudore meno acre e forte;
  3. Rimuove dal nostro corpo i residui tossici lasciati dalle medicine e dai metalli pesanti che respiriamo e ingeriamo costantemente a causa dello smog e dell’inquinamento;
  4. Disattiva molte sostanze cancerogene grazie al suo potere antiossidante;
  5. Aiuta a contrastare le seguenti infiammazioni: mal di gola, male ai denti, gengiviti, infiammazioni e ulcere dello stomaco e dell’intestino, le infiammazioni della pelle (se usata in modo topico), pancreatiti;
  6. Aiuta a contrastare l’anemia probabilmente proprio per quanto detto precedentemente circa la similitudine tra la molecola di emoglobina e quella di clorofilla;
  7. Aiuta a rinnovare i tessuti, sia interni che esterni;
    Combatte le radiazioni (quindi in caso doveste fare dei raggi X, mi raccomando, verdure a foglia verde a go go!);
  8. Aiuta a creare una sana e rigogliosa flora intestinale;
  9. Migliora le funzioni del fegato;
  10. Attiva gli enzimi che producono le vitamine E, A e K.
  11. Riduce la pressione alta;
  12. Fortifica l’intestino;
  13. Allevia il nervosismo (grazie al suo alto contenuto di magnesio – vi ricordate che è al centro della molecola?)
  14. Ha un leggero effetto diuretico.

Potete trovare l’estratto di clorofilla in farmacia, ma è sempre meglio prendere tutti i nutrienti di cui il nostro corpo ha bisogno direttamente dagli alimenti, quindi da domani…frigo più verde per tutti!

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PESTO CON CIUFFI DI CAROTE
Serves 4
Perché buttare via i ciuffi delle carote quando potete utilizzarli per fare questo pesto delizioso? Senza glutine, vegan e incredibilmente buono!
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Prep Time
30 min
Total Time
30 min
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Ingredients
  1. 60 gr di foglioline dei ciuffi di carota (togliete i gambi che sono fibrosi, mi raccomando) - ciuffi di circa due mazzi di carote
  2. 35 gr di semi di girasole non tostati
  3. 40 gr di mandorle non tostate
  4. 2 tbs (30 ml, 3 cucchiai) di succo di limone
  5. scorza grattugiata di un limone bio
  6. 1/2 tsp (1 cucchiaino scarso) di sale dell’Himalaya
  7. 3 tbs (45 ml, 4 cucchiai e mezzo) di olio extravergine di oliva spremuto a freddo
  8. 2 spicchi di aglio
Instructions
  1. Per prima cosa preparate l’olio all’aglio: tagliate a fettine l’aglio e mettetelo in una ciotolina insieme all’olio, coprite con un piattino o con della pellicola trasparente e tenete da parte.
  2. “Spulciate” i ciuffi delle carote tenendo solo le foglioline. Mettetele a bagno per 2 o 3 minuti, scolatele e asciugatele.
  3. Mettete una padella antiaderente su fuoco medio basso e aggiungete i semi di girasole e le mandorle. Fate tostate per circa 5 minuti, girandoli di tanto in tanto, facendo attenzione che non si brucino. Toglietele dal fuoco e fatele raffreddare leggermente.
  4. Mettete i semi e le mandorle in un robot da cucina e tritatele grossolanamente -non tritateli troppo fini, lasciate che ci siano dei pezzetti grandi come una pietruzza di modo che diano croccantezza-. Aggiungete le foglioline dei ciuffi di carota, l’olio -senza l’aglio-, il sale, la scorza di limone e il succo di limone. Frullate fino ad ottenere un pesto omogeneo, ma grossolano.
  5. Mettetelo in un barattolino di vetro e conservatelo in frigo per massimo una settimana.
  6. Quando volete utilizzarlo potete allungarlo con un goccino di acqua fredda per renderlo più cremoso.
Adapted from Sarah Britton
Adapted from Sarah Britton
Emanuela Caorsi | Consulente in Nutrizione Olistica & Raw Chef http://www.emanuelacaorsi.com/
Con questa ricetta partecipo al contest “Un Mondo di BenEssere” della dolcissima Erica di La Cuocherellona.

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