Ormai se ne sentono di tutti i colori sull’olio di cocco: c’è chi dice che curerà tutti i mali del mondo e chi dice che chi lo mangia morirà nel giro di pochi giorni! Come sempre gli estremismi non portano a nulla se non a tantissima confusione.

Con questo articolo vorrei aiutarvi a fare un po’ di chiarezza. Sarete poi voi, avendo tutte le informazioni necessarie, a decidere se utilizzarlo o meno.

 

Olio di Cocco: i PRO

Partiamo dal presupposto che l’olio di cocco è l’unico olio utilizzato in paesi come l’Indonesia, lo Srilanka e le Filippine e, a quanto mi risulta, nessuno è mai morto per averlo utilizzato tutti i santi giorni! Questa, ovviamente, è una provocazione, ma con questa vorrei farvi capire che chi dice che l’olio di cocco fa malissimo non ha forse mai preso in considerazione questa semplice verità.

Detto ciò, passiamo ai PRO dell’olio di cocco:

  • L’olio di cocco è un grasso composto prevalentemente da acidi grassi saturi, pertanto risulta essere molto stabile alle alte temperature. E’ quindi perfetto per le cotture in forno perché non si ossida come invece avviene con tutti gli altri oli vegetali tanto osannati come olio di semi di girasole, olio di riso, olio di soia ecc.
  • I grassi saturi contenuti nell’olio di cocco alzano si il colesterolo totale, ma prevalentemente a favore dell’HDL (high density lipoprotein), il colesterolo buono. E’ vero, però, che alza alche il colesterolo LDL (low density lipoprotein), conosciuto anche come colesterolo cattivo.
    Quello che però non viene mai detto è che ci sono due tipi di colesterolo LDL: un tipo, quello “pericoloso”, è composto da particelle piccole e dense e un’altro, associato ad un rischio minore, da particelle più larghe e “morbide”. L’olio di cocco aumenta il secondo tipo di particelle di colestrolo LDL, ossia quelle non pericolose. Le particelle piccole e dense (e pericolose!) di LDL vengono, invece, prodotte dal fegato a partire da zuccheri e carboidrati raffinati come farina bianca e i prodotti da forno ottenuti da essa.
    Inoltre, ciò che rende il colesterolo pericoloso è il fatto che sia ossidato o meno e ciò accade se si consumano grassi trans e idrogenati e i famosi oli vegetali (olio di mais, olio di girasole, olio di palma, olio di arachidi) che si trovano ahimè in tutti prodotti da forno.
  • L’olio di cocco contiene un acido grasso saturo molto raro chiamato acido laurico, un trigliceride a catena media. L’acido laurico viene convertito dal corpo in monolario, una delle componenti che si trovano nel latte materno e che è rinomato per la sua capacità di stimolare il sistema immunitario.
    Anche le sue proprietà antifungine, antimicrobiche e antivirali sono estremamente preziose.
  • L’olio di cocco contiene acido caprilico, uno dei più potenti antifungini presenti in Natura: ecco perché l’olio di cocco è ottimo in caso di candida.
  • Gli acidi grassi saturi contenuti nell’olio di cocco differiscono da quelli di origine animale (fatta eccezione per quelli contenuti nel burro), perché sono Acidi Grassi a Catena Media (MCT olis) il che significa che vengono convertiti facilmente in energia dal corpo e vengono utilizzati un po’ come se fossero zuccheri, ma senza creare picchi di insulina.
    Gli MCT vengono assorbiti direttamente dall’intestino e trasportati nel fegato, cosa molto rara per i grassi, che di solito devono fare un passaggio intermedio entrando nella circolazione linfatica. Solo una piccolissima parte di MCT viene immagazzinata come grasso, proprio perché la maggior parte viene utilizzata per produrre energia.

 

Olio di Cocco: i CONTRO

  • Noi Italiani consumiamo cocco e derivati da relativamente poco tempo pertanto pertanto può essere che la digestione e l’assimilazione dell’olio di cocco sia più difficile proprio perché non appartiene al nostro patrimonio genetico.
  • A livello ambientale, abusare di olio di cocco non è certo il massimo, visto che deve essere trasportato con aerei o con navi che inquinano aria e mare.

 

Tiriamo le somme

Il mio parere è il seguente:

Io credo che consumare olio di cocco con moderazione per cucinare verdure o altre pietanze salate o per preparare qualche dolce ogni tanto vada benissimo e anzi, vi invito ad utilizzarlo nelle preparazioni dei vostri dolci al posto di altri oli vegetali.

Io rimarrò sempre una super sostenitrice del nostro olio extravergine di oliva che, per me, deve essere il nostro grasso/olio preferito in cucina, sia perché lo consumiamo da secoli sia perché è decisamente più sostenibile a livello ambientale.

 

Quale olio di cocco utilizzo?

Io utilizzo l’olio di cocco bio di Gusto Vivo (seguendo il link avrai uno sconto del 10%) che proviene dallo Sri Lanka, decisamente più dolce dell’olio di cocco Balinese che ha una nota più acida. 

Come si conserva?

L’olio di cocco va tenuto fuori dal frigo.
E’ normale che si solidifichi al di sotto dei 25 gradi quindi non preoccupatevi se diventa denso e bianco in inverno e liquido e trasparente in estate.

Come usarlo?

E’ ottimo in cucina (nel sito tutte le ricette di dolci sono fatte utilizzando l’olio di cocco, così come alcune ricette salate), ma anche per idratare la pelle e i capelli.

Prova la mia maschera per capelli idratante.
Prova ad utilizzarlo per idratare la pelle e come struccante naturale.

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